A prendere il vino in azienda in Friuli

Nei giorni scorsi, gli ultimissimi del 2010, ho fatto un’altra gita, una scappata in Friuli Venezia Giulia con le damigiane nel baule a prendere il vino vecchio, perché quello preso mesi fa dai suoceri è già finito. Prima tappa: provincia di Udine, azienda agricola Cavalier Emiro Bortolusso!

La giornata prometteva bene, anche se la regione meritava qualcosa in più della toccata e fuga che ci siamo concessi. Ma così è, ci tornerò…

Arrivati in azienda, abbiamo fatto il pieno di Refosco e Cabernet e ci siamo avventurati tra le vigne per esplorare la zona.

Spesso penso a quanto mi piacerebbe vivere a stretto contatto con la terra e la campagna: ho la volontà per farlo, ma mi mancano le conoscenze. Come posso imparare a fare davvero qualcosa con le mani? Tutti hanno una reale possibilità di ricominciare, anche quelli che come me che hanno sempre lavorato dietro ad un computer, o sono solo utopie? E infine, detto così, quanti anni mi date?

Lasciando le mie domande esistenziali ovviamente senza risposta, la gita è continuata a Cividale del Friuli, una cittadina di fondazione romana attraversata dal fiume Natisone, con le sue acque dal color Costa Smeralda. Cividale è la patria della Gubana, un dolce che mia suocera prepara ogni Natale, un impasto arrotolato con frutta secca, da innaffiare con la grappa.

Tra una passeggiata e l’altra, è arrivata l’ora del pranzo, così siamo ripartiti in direzione Prepotto, verso la Trattoria da Mario – Enoteca dello Schioppettino. Lo Schioppettino è un vino tipico della zona ai confini con la Slovenia (che si trova ad un tiro di schioppo, per l’appunto…ah ah chiedo perdono!), noto anche come Ribolla Nera.

Avevamo poco tempo anche per il pranzo e il gentile signore della Trattoria ha preso al volo le nostre ordinazioni. Abbiamo iniziato degustando del meraviglioso prosciutto crudo di San Daniele, accompagnato dal pane della casa, con semini vari, e dall’immancabile schioppettino!

Io ho scelto dei gnocchetti gialli-arancioni (patata e zucca?) conditi con una crema alle cime di rapa: sfiziosi e amarognoli. Non è mancata la scarpetta, sotto gli sguardi di fuoco della suocera: a nulla è valso ricordare che la scarpetta è tornata, come elemento che non può mancare sulle tavole degli appassionati di cibo. La sua opposizione è stata netta, la mia scarpetta low-profile ma decisa.

I miei commensali si sono buttati sulla carne, assaggiando prima una fetta di salame cotto su un letto di radicchio goriziano, un colore splendido…

…e passando poi a tagliata e costata

…o alla cosiddetta maialata della casa, trionfo di carne di maiale al forno, con patatine e finocchi.

Sazi, contenti e annaffiati dallo Schioppettino, poco dopo siamo tornati a casa.

La parte di Friuli che abbiamo visitato mi è piaciuta un sacco, nonostante il poco tempo. Mi piacerebbe tornare e visitare, con più calma, Udine e Trieste. Quando? 2011, io ci credo 🙂

Annunci

4 thoughts on “A prendere il vino in azienda in Friuli

  1. Pingback: Sapore a Rimini « vivere in cucina

  2. Pingback: Risotto alle ortiche con zucchine (e fiori di) « vivere in cucina

  3. Prima di tutto ,grazie,neppure io che con mia moglie , sono il gestore, avrei potuto descrivere meglio , spero di averla ancora ospite per bere un bicchiere ,naturalmente,di schioppettino assieme.Marco & Gioia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...