Il posto del cuore

Cos’è questo?

Ad un occhio poco allenato potrà sembrare un piatto pieno di panini. E invece no, non solo. E’ un ricordo dello strano 2010, che resterà con me per molto tempo.

Questo post poteva iniziare così: ci sono posti che
Oppure così: a volte non ci si sente bene, ma

Non so bene come parlarne e da dove cominciare, so solo che mi sono ritrovata in una situazione che mai avrei pensato, negativa (ma non tragica, sia ben chiaro) che ha già avuto effetti positivi su di me e mi ha fatto capire un po’ meglio come si sta al mondo. Ecco che così, brancolando nel buio di una pausa pranzo più media del solito, ho trovato un caro luogo, nel quale mi sono poi rifugiata tante volte per prendermi una pausa dopo la solita mattina del cavolo. Ci andavo spesso a pranzo per sbollire rabbia o tensione, leggere qualche pagina di un libro e fare due chiacchiere.

E’ un “semplice” bar, dove si mangiano panini buoni, con una filosofia assolutamente casalinga e pieno di quello che non saprei definire diversamente: calore umano. Rabbrividisco alla scelta di queste due parole, per il momento non mi viene di meglio, sì, è proprio così.

Le mani di una mamma preparano i panini e le insalate scegliendo tra i tantissimi ingredienti a disposizione. Il pane è buono, si può scegliere tra molti formati diversi. La vetrinetta mette in bella mostra gli affettati, le tante verdure, i formaggi. E le salsine, oddio le salsine: raramente ho rinunciato a quella ai funghi, deliziosa.

Quasi ogni giorno passavo in rassegna la vetrinetta e avveniva la scelta, chiacchierando delle news del giorno.

Mi bastava entrare qui per accennare un sorriso e avere la voglia di pensare ad altro, almeno provare a fare lo sforzo di pensare oltre.

Sono fatta così, male -se vogliamo-, ma il lavoro mi aveva buttata giù, parecchio.

E quando ho lasciato, non sapevo come dire alla Cesy, la signora del bar, che non mi sarei più fatta vedere così spesso.

A me dispiaceva lasciare quel posto di lavoro praticamente solo perché sarei andata meno spesso da lei! Ma alla fine ci sono tornata, cambiare non significa perdere qualcosa (spero, che ne so…ci sono ancora dentro fino al collo!). No, comunque vada non perderò la voglia di passare a prendermi un panino nel mio baretto!

Questo bar racchiude, secondo me, il segreto del successo di un locale, ciò che te lo fa ricordare: materie prime buone, prezzi assolutamente contenuti e quel modo di fare dei gestori che ti fa sentire in un luogo amico, senza intrusioni.

Qui ho capito cosa significa davvero “affezionata clientela” (io sono così affezionata che non sapevo se scriverne o meno, troppo “intimo”!).

E con un abbraccio sono tornata nella schiera degli affezionati clienti, proprio l’altro giorno. Il mio panino classico è servito (qui durante l’esecuzione): focaccia toscana con prosciutto crudo, pomodorini al forno (mmmgnam) e, ovviamente, salsa ai funghi.

E’ complicato scrivere di luoghi ai quali si è davvero affezionati, però non voglio fare l’egoista ed eccolo qui. La mia storia è ancora aperta e ho aggiunto un bel mattoncino, attirata dalla golosità e dalla ricerca del panino perfetto: l’ho trovato, insieme alle mani che lo sanno preparare e ad un ricordo tutto mio!

Bar Cesy’s

via San Felice 108
Bologna

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