Tweet-polpetta, tradizioni web 2.0

Ieri ho fatto le polpette. “E sai che roba”, penserà subito qualcuno, ma per me è stata un’impresa storica: le polpette non fanno parte della mia tradizione culinaria, nella mia famiglia non si producono, non si polpetta abitualmente.

La notizia ha creato un certo scompiglio tra i miei contatti su twitter, caspita! Pare che praticamente tutte le italiche famiglie abbiano la propria ricetta, con l’immancabile ingrediente segreto o quello condivisibile, il suggerimento sorprendente. Qualcuno si è chiesto come avessi fatto a diventare grande senza, la situazione era piuttosto seria e compromettente -per me-.

Ovviamente per polpetta intendo quella di carne macinata e cotta nel sugo, il classicone che “come lo fa mi’ nonna…”. Per giustificare che mi’ nonna, o per meglio dire le mie nonne della bassa padana le polpette non le fanno, ieri ho ipotizzato che la polpetta fosse stata esclusa dalla mia alimentazione per ragioni geografiche. E invece no! Lo sanno tutti che la polpetta è diffusa ovunque, dal medioriente ai paesi nordici, dall’est all’ovest, si mangiava in casa dei Blur e pure in quella degli Oasis.

Partendo dalla ricetta indicatami da Roberto – diCotteediCrude, ho un po’ improvvisato e polpettato allegramente.

Ingredienti non definitivi per 10 polpette 2.0

700 g di carne macinata mista
2 uova intere
70 g di pan grattato
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
peperoncino
origano
prezzemolo
sale
e pepe

400 g di passata di pomodoro
2 spicchi di aglio
olio extravergine di oliva

Beh, qui è facilissimo. Bisogna mescolare tutto (tranne la passata, l’aglio e l’olio!) in una ciotola e poi lasciar riposare l’impasto delle polpette in frigorifero per una mezz’ora. Nel frattempo si prepara il sugo, facendo soffriggere l’aglio e buttando poi la passata. E poi giù di polpette: si dà loro la forma e si tuffano nel sugo delicatamente e si fanno cuocere a fuoco basso per 40 minuti circa, mescolando ogni tanto.

Si sa che io ho un po’ la fissa del “mangiato il giorno dopo è molto più buono”, ma sulle polpette questa idea discutibile diventa legge, almeno in casa mia: se ieri le polpette erano buone, oggi le definirei spaziali. E pesanti, come da tradizione, nonostante io non le abbia volute friggere.

Ecco, più o meno, come nasce una ricetta ai tempi del 2.0.

Galvanizzata dal primo risultato, mi sono fiondata su Wikipedia per documentarmi e cercare di colmare questi anni di vuoto. E lì ho trovato l’Artusi, che mi ha schiaffeggiata pubblicamente con le sue parole:

“Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco

Maestro Pellegrino, lei mi segue già su twitter?

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10 thoughts on “Tweet-polpetta, tradizioni web 2.0

  1. Pingback: Ogni polpetta è buona per stare uniti! « vivere in cucina

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