Pane al pane

Questa mattina ero al supermercato e, passando davanti al banco del pane, ho colto la seguente conversazione:

cliente: “Questo pane è buono?”
commessa: “E’ buono, ma non è garantita la tracciabilità. Alcuni panificatori producono il pane con farine che vengono dall’estero.”

IMG_20131002_104211Le mie due reazioni sono state le seguenti:

  • ammappa com’è onesta e quante ne sa la commessa, che forte!
  • aiuto.

Ho cercato di informarmi di più su questo tema, non avevo riflettuto mai molto sulla questione. Il pane è pane, no? No.

In primo luogo il pane può essere fresco, oppure cotto al supermercato a partire da impasti congelati o semi-cotti. Ho trovato questo approfondimento che afferma:

Oggi sul mercato è possibile acquistare pane ottenuto sia per completamento di cottura, effettuata nei diversi punti vendita, sia per cottura di impasti congelati o surgelati, per lo più provenienti dai Paesi dell’Europa dell’est.

Si può mangiare il pane che si vuole, l’importante è che la scelta sia informata e consapevole. Siamo abbastanza informati e consapevoli?

Un’altra lettura, breve ma completa, per capire meglio la questione è disponibile qui:
Per il pane una etichetta che dica la provenienza – 12 luglio 2013

Cosa possiamo fare per sapere di cosa è fatto il pane che mangiamo? Mi permetto di dare qualche consiglio da non esperta, dedotto da queste e altre letture. Chi vorrà potrà integrare nei commenti!

  • leggere il libro degli ingredienti o chiedere ai commessi del supermercato la provenienza del pane;
  • imparare a distinguere tra pane fresco e pane decongelato, prodotto da basi decongelate o semi-cotte;
  • in panificio, domandare l’origine delle farine utilizzate e se i prodotti vengono prodotti direttamente o sono stati acquistati all’esterno;
  • provare a fare il pane in casa, scegliendo farina biologica con grano 100% italiano: la salute, si sa, non ha prezzo, ma la differenza con il prezzo della farina non biologica è irrisoria.
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4 thoughts on “Pane al pane

  1. Da panificatore mi sento toccato nel vivo……c’è crisi e per affrontarla o deciso di innovare seguendo quelle che sono le mie passioni..spingo molto sul salutistico e.mi sono certificato biologico.Ci sarebbe anche da approfondire la questione dei miglioratori e quindi la qualità della farina,le modifiche genetiche sul grano duro,il grano duro ‘Creso’,le micotossine DON,le farine integrali che non sempre sono integrali ma sono spesso ‘ricostruite’ e c’è una bella differenza in termini di qualità,il lievito di birra al posto della pasta madre….purtroppo per quasi tutti il pane è pane e non si conosce l’argomento…..

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