Il significato di un weekend fuori, magari nelle Langhe. Ma anche no, anche a casa.

Perché si decide di passare un weekend fuori casa, magari nelle Langhe? Mettiamo un attimo da parte panorami mozzafiato, piatti mozzafiato e vini… eh.

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Si decide di andare a trascorrere un fine settimana fuori casa perché si ha voglia di vedere luoghi sconosciuti, rilassarsi prendendo le distanze dalle vecchie abitudini per 48 ore e magari avvicinarsi alle persone con le quali si è andati via.

Ma per citare un Morgan ormai d’antan, sarà stato X-Factor 1: “Perché dovremmo andare in vacanza? Uno va in vacanza se si trova male dove vive.” Effettivamente, spiace ammetterlo, c’è del vero in questo commento radical.

Sono partita con l’obiettivo di ritrovare in me un sopito desiderio di fuga, sono tornata con la convinzione di essere riuscita nel tempo a sviluppare naturalmente una sensazione di benessere anche se me ne sto a casa mia, circondata da quello che la vita ha da offrire (ultimamente una bella dose di tramvate). Specifico “naturalmente” cioè senza additivi, perché sì, i vini piemontesi sono eccezionali, ma non si pensi che io sia ancora alticcia.

E’ l’ispirazione data da passeggiate pre-colazione così:
wpid-img_20141011_100152.jpgwpid-img_20141020_180849.jpgC’avete solo la nebbia? A parte che non è vero, non è bellissima la nebbia?

La solitudine dei luoghi, la camera singola, mi hanno fatto riflettere davvero, sull’incapacità di staccare da certe questioni, che sono solo il sintomo dell’incapacità di staccare da sé stessi. E sulla conseguente capacità straordinaria di farsi un po’ male, un po’ alla volta, e di rinunciare ad un pezzo di salute.

Ognuno può trovare il proprio interruttore accendi-spegni tensione. Per trovarlo, “spararsi dei weekend” non serve proprio a un bel niente, anzi se quotidianamente siamo il tipo di persona che fatica ad avere solo un po’ di pace fittizia, un weekend pieno di delizie può solo peggiorare la situazione secondo me, facendo sentire il ritorno alla normalità troppo vicino e troppo doloroso.

[La finiamo con queste metafore? Quando si mangia?]

Ancora un attimo: un sintomo del fatto che si sta bene, che non si sta fuggendo? Avere voglia di tornare a casa e di andare all’IKEA… no, solo il primo!

Ecco qui una parzialissima carrelata di cibi, luoghi e bevande deliziosi che sicuramente hanno favorito queste riflessioni:

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Battuta al coltello con Parmigiano Reggiano

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Barbera e Armonico dell’Eno Agriturismo Gallina Giacinto, fermatevi qui e non fermatevi solo al vino

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Gnocchi di patate con crema di Raschera e tartufo nero dell’Osteria Boccondivino di Bra

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Scelte azzeccate: l’Enoteca Provinciale del Barbaresco si trova in una chiesa

Un caro saluto dal meditativo fantasma delle Langhewpid-img_20141012_165353.jpg

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