Andare al mercato a Bologna, a far niente o a far qualcosa

Il mercato è la nuova frontiera dell’intrattenimento bolognese a quanto pare. Io ne sono felicissima, perché grazie ai mercati coperti e alle loro evoluzioni, ma anche ai mercati della terra e contadini, si riesce a passare qualche ora di sano far niente conciliato con il fare la spesa, quindi far qualcosa anche se involontariamente.

Andare al mercato la domenica è una delle cose più efficienti che mi sia capitata di recente: il sabato è frenetico, ci sono tante commissioni da fare, ma la domenica (finché va bene per le amate imprenditrici agricole che seguo come una groupie) è fantastica!

Al mercato della domenica con una gonna hipster

Poi ci sono i mercati coperti come il Mercato delle Erbe e il Mercato di Mezzo, che in una sana concorrenza si sfidano a suon di proposte gastronomiche.

Mercato delle Erbe di via Ugo Bassi – In questo locale trovate i taralli più buoni di Bologna

Mercato di Mezzo il pesce, il pane, o quello che ne rimane..

E adesso che la primavera è arrivata me li godrò ancora di più questi mercati bolognesi. Più mercati per tutti!

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Andar per cicheti e ombre a Venezia…

Questo Natale mi ha portato un regalo che aspettavo da un po’, una gita a Venezia! L’idea di una giornata in una città così incredibile provoca sentimenti ambivalenti: da una parte si vorrebbe andare sempre e subito, dall’altra il pensiero delle orde di turisti ti fa venire voglia di scappare e rinunciare. Ma se si cercano itinerari defilati e giorni strategici, la gita può riservare non poche soddisfazioni: l’assenza di persone, prima di tutto.

E’ stata la mia seconda volta a Venezia: la prima mi ha vista 13enne con i pantaloni troppo corti per entrare nella Basilica di San Marco e affamata, ma così tanto che mi sarei accontentata di una pizza veneziana scongelata o di un piatto di fettuccine Alfredo, qualsiasi cosa esse contengano.

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Lo spritz più buono del mondo

Il luogo influenza il sapore delle cose: si sa che una mozzarella mangiata dove è stata prodotta ha un sapore diverso se la si “sposta” altrove prima di gustarla.

Secondo me è vero anche il contrario, per i prodotti non autoctoni: siamo abituati a preparare la solita minestra, ma quando la gustiamo in vacanza ci sembra diversa, forse più buona.

E’ stato così per lo spritz preparato in montagna.

Ingredienti:
Aperol
Prosecco (questo era biologico)
Acqua tonica (by Paoletti, comprata da Eataly)
Una finestra sul bosco come piano di appoggio

Preparazione:
miscelare 2/5 di Aperol, 3/5 di Prosecco e uno spruzzo di acqua tonica in una caraffa e mescolare delicatamente. Aggiungere del ghiaccio, se disponibile.

Accompagnare con qualche stuzzichino (qui fontina e grissini).
Gustare spritz e panorama in silenzio.

Dalla Zita a Padova, specialità panino con porchetta

Tra le strade e le piazze di Padova si nascondono gioielli di gusto. La tradizione del cibo di strada e dello spizzicare qualcosa prima di andare a pranzo in questa città prende forme davvero interessanti.

Un’espressione di questa abitudine è il panino dalla Zita, piccolo locale nel cuore della città, a due passi dallo storico Caffè Pedrocchi.

Il locale è famoso in città, ma la sua fama si tramanda oralmente, visto che notarlo (o trovarlo) non è facilissimo. Nessuna insegna, una posizione un po’ imboscata lungo via Gorizia. Questo ci fa sentire un po’ abituè.

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Padova, aperitivo in Piazza delle Erbe

Nel fine settimana Piazza delle Erbe a Padova è affollata di persone,  in giro con la famiglia o gli amici e l’atmosfera è davvero rilassata. La tradizione dell’aperitivo qui è radicata, durante tutta la settimana. Il sabato prima di pranzo, se c’è anche un po’ di sole..beh, è l’ora dello spritz!

Dall’immagine raccolta sul campo emerge l’impegno dei cittadini verso la salvaguardia di questa tradizione. Alcuni turisti dotati di k-way e panino portato da casa osservavano curiosi lo svolgersi della vita sociale veneta.

Uno dei posti più interessanti dove fermarsi a bere un’ombra (come si dice da queste parti) e a mangiucchiare qualcosa di significativo prima di pranzo è il Bar Nazionale: quando arrivate, non cercate insegne, non ce ne sono.

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