Il richiamo della foresta: la Parmigiano Reggiano Academy

Il Parmigiano Reggiano è uno dei cibi ai quali non so proprio resistere e quando mi capita sotto tiro tendo a concentrarmi solo su di lui, perdendo di vista tutto il resto. Ciò è capitato anche in contesti lavorativi e coffee break, dove evitavo il networking per socializzare con lui, eh vabè.

Mi piace tanto così com’è ma anche nei piatti tradizionali, per accompagnare il brodo o il ragù per esempio non può mancare mai. Anche quando ero solo una piccola gourmet faceva parte delle cose più irresistibili per me e la famiglia era ben contenta di offrirmene delle scaglie, a volte lo portavo a scuola per l’intervallo.

La ragazza nel banner non sono io, ma potrei essere io.

Mi hanno segnalato che sul sito del Parmigiano Reggiano è disponibile la Parmigiano Reggiano Academy, un corso di degustazione on-line del formaggio del nostro cuore.

Per vedere il secondo video, cliccate qui.

Dopo la visione dei video, con già una discreta salivazione, ho provato a fare il quiz del Palato Raffinato e ho conquistato la coccarda che vedete! Me la sono meritata in tanti anni di militanza.

Palato Raffinato

Penso sia una bella iniziativa per comprendere la qualità di questo formaggio eccezionale, la cui diffusione (una cosa certamente positiva) ha avuto l’effetto di mettere sotto lo stesso nome, “Il Parmigiano“, cose un po’ diverse, tipo i mix di formaggi grattugiati, formaggi appunto. Anche la conoscenza delle diverse stagionature è importante, in base all’uso che dobbiamo fare la nostra scelta dovrà variare ed è bene saperlo per investire sul prodotto giusto.

Ora attendo il terzo tutorial! Intanto degusto…

Una nuova presenza in casa

Sei piccola, bianca, tonda e morbida.
Sei dolce, non sai quanto, ma anche decisa e forte.
Mi hai fatta innamorare, ti ho riconosciuta dal primo momento, nonostante la tua riservatezza, la tua naturale ritrosia. Stavi nella tua scatoletta a riposare, ma ti ho sentita… forse nell’aria, passandoti accanto.

Il tuo non è un odore tremendo, come alcuni dicono, è un naturale ostacolo alla conoscenza diretta della meraviglia.

Ho investito poco più di 6 € anche oggi per comprarti, mia amata Robiola di Roccaverano.
Alla cassa la ragazza davanti a me si è girata, forse aveva colto la tua presenza. Non importa, lotterò contro le regole e le stupide convenzioni per te: ho alzato gli occhi, fingendo indifferenza.

Arrivata a casa, ho dovuto impacchettarti per metterti nel frigorifero; mi devi scusare, ma vivere in cucina non è solo il nome del blog, casa mia è un bilocale, nel quale abitiamo in due.

Arriverà presto il momento nel quale saremo di nuovo unite, io e te, nel sublime gesto dell’assaggio. Intanto resta lì, riposa, rifletti e non cambiare (non troppo, almeno).

A domani.

La paglierina è un tomino grande?

Preparazione della Paglierina (simil tomino per due, da fare alla piastra, comprata al Pain de CouCou): scaldare una padella, mettercela sopra e aspettare.

Sulla mia padella si vedono tracce del sughetto delle carote che avevo preparato poco prima.

Accompagnare con verdura fresca.

Eventualmente servire con miele di acacia. Mi ero comprata delle nocciole Piemonte in miele di acacia, che ho pensato di usare qui. Non male…

Sembra facile, ma bisogna trovare una Paglierina così buona, con un sapore di latte dolce e delicato.

Il quaderno degli Orti Veneziani

Superando ogni ritrosia, qualche tempo fa ho acquistato “Il quaderno degli Orti Veneziani. Itinerari verdi di una Venezia nascosta” di Elisabetta Tiveron, Kellerman Editore.

Ero un po’ dubbiosa e sono passata dalla libreria un paio di volte prima di decidermi e comprarlo.

Una ritrosia data principalmente dall’edizione di questo che, letteralmente, quaderno è:

pagine giallognole a righe, copertina in cartoncino semirigido ma soprattutto caratteri di stampa in corsivo, in una simil-scrittura di donnina di una volta o bambino che non ha ancora aggiunto vezzi caratteriali alla propria grafia.

Temevo di fare fatica a leggere e di stancarmi subito, proprio a causa di questo corsivo.

Ero a Venezia, anche se nell’entroterra, quando ho iniziato a leggerlo. E da lì è iniziato il viaggio.

continua a leggere…