San Petronio a Bologna: agenda di una golosa

San Petronio sta arrivando. E quando in tutta Italia si festeggerà (al più!) San Francesco, domani qui a Bologna si entrerà nel trip delle celebrazioni petroniane.

Petroniano: questo aggettivo è garanzia di ricchezza (di grassi, di eventi, di tutto..)? Credo di sì. Di conseguenza, non si può fare altro che seguire il flusso e organizzarsi per fare tutto ciò che la città offre.

E’ tantissimo ciò che Bologna ha da dare questo fine settimana, così ho pensato di organizzare pubblicamente la mia agenda da stasera a domenica sera.

Tortelli

Venerdì 3 ottobre – Dopo il lavoro, Bologna Design Week

Volerò a Corte Isolani per “Experience Extension” di Veneta Cucine in collaborazione con SMEG, perché ho visto qualche foto sulla pagina Facebook dell’evento e i colori pastello mi hanno travolta. Proverò anche a mettere la testa dentro al workshop “Food innovation” a cura di Food Innovation Program e cogliere qualche ispirazione.

Ceno in osteria, ma cercherò di stare sul leggero, dopotutto domani è San Petronio.

 

Sabato 4 ottobre – Buon San Petronio!

Farò colazione, rigorosamente in pasticceria, e inizierò a seguire il percorso Design Food della Bologna Design Week. Vorrei fare un brunch il più possibile fotografabile nei posti che frequentate di solito voi che siete fighi, ma probabilmente non troverò posto da nessuna parte e ripiegherò su un panino da Ambasciatori, sempre buono e convincente.

BDW

Bologna Design Week – La mappa Design Food [dal sito]

Un po’ di food shopping (la spesa), un po’ di food reading (vado in libreria e mi piazzo nel reparto libri sul cibo per un tempo infinito), un po’ di food spotting (osservo gli altri mangiare il brunch che avrei dovuto prenotare io).

Torno a casa e mi preparo per la serata, la grande grigliata di San Petronio!

 

Domenica 5 ottobre – TBD

Mi sveglierò dopo la grigliata con una certa pesantezza, domandandomi come sia arrivata nel mio letto. Ma ciò non mi impedirà di chiedere a mio marito: “Andiamo al Festival del Cibo di strada di Cesena?”. Dopo avere registrato il feedback, la sonora risata di un uomo pieno di virtù ma a volte statico, ripiegherò su Tour Tlen al PalaDozza, dove affronterò almeno quattro assaggi tutta da sola.

Al Festival del cibo di strada di Cesena

Un’improvvisa domenica libera e un piccolo sogno diventa realtà: andare al Festival del cibo di strada di Cesena, sì! Quest’anno l’ottava edizione di un evento che attira ormai genti da ogni dove, pronte per assaggiare questo, quello e anche codesto già che ci siamo. Completamente sprovveduta come chi riceve una giornata di ferie imprevista e attesa, riesco però a centrare un buon orario di arrivo, poco prima del mezzogiorno della domenica. La piazza è piena, di stand e di persone, il sole scalda senza infastidire.
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Dopo avere cambiato l’equivalente di un’azione di Apple in buoni, affronto la prima fila: Focacceria San Francesco di Palermo, panino con la milza, mai assaggiato prima, me colpevole, me poverina. In realtà non faccio io la fila, ci sono i miei accompagnatori, io mi dedico alle bevande, vino Sangiovese e acqua, idratiamoci e non perdiamo il ritmo. I miei prodi riemergono dalla fila con il panino con la milza: milza, caciocavallo, limone. Per chi non lo avesse mai assaggiato, il panino ha una carne che sa un po’ di porchetta e un po’ di fegato (due cose terribiliiiiii non è vero?!) e, lo esplicito, è quindi buono, buonissimo! L’ho fotografato? No, era troppo buono, però lo facevano così:

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Successivamente è il turno del cibo marocchino. O meglio è il turno dello stand davanti al quale affermo risoluta “Marocco.” e qualcosa dovevo avere già capito, chiamiamola premonizione. Avevo ragione? Sì! Ho fatto una foto al gustoso piatto di cous cous con carne, verdure e legumi più uvette che ho divorato? Ovviamente no. Era buonissimo, speziato e con un fondo dolce che lo rendeva davvero appetitoso.

Dalle mie parti si e’ mangiato anche il mitico arrosticino d’Abruzzo: assaggiato, sfizioso e morbido.

Devo confessare che anche i piatti romeni avevano un aspetto molto invitante, ma dopo le due carni e l’assaggio della terza era ora di cambiare.. Ecco, non con un sorbetto o un delizioso caffè, no, ma con un cono di fritto misto napoletano. Incandescente, ha portato nella mia vita nordica il crocche’ di patate e riacceso la passione tra me e gli arancini di riso con ragù e la mozzarella in carrozza, per la quale siamo quasi venuti alle mani tra compagni di Festival.

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La gente aumentava, la temperatura aumentava, era ora dell’ultimo sacrificio della fila, Antica Focacceria San Francesco, ancora tu? Ma non dovevamo non vederci più? E invece. Il cannolo siciliano, come un totem, era circondato di persone in attesa, anche un po’ nervosette lo devo dire, ma l’aspettativa di un dolce così ha reso la fila leggera come la ricotta. Grandicello e molto dolce, l’ho letteralmente divorato, insieme al meritato caffè.
Qui mentre lo preparavano…

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Forse vi sembrerà che la mia cumpa abbia mangiato poco, ma i piatti erano piuttosto abbondanti. L’alternativa di piatti più piccoli sarebbe stata bella ma impraticabile a causa delle lunghe file.

Bella esperienza, ma non ero abbastanza attrezzata, cosa porterò all’edizione 2015 del Festival del cibo di strada:

  • una borsa più leggera
  • una tasca tipo quelle da Ombra Longa per il bicchiere
  • un antiestetico ma utile marsupio per i buoni
  • un umettatore per dita, per contare bene i buoni
  • tupperware a profusione in modo da portare a casa quello che non si è riusciti a mangiare
  • un tavolino con sedie da campeggio

Al prossimo anno!

L’anteprima di MortadellaBò 2014 e un nuovo Chef in città

Ieri sera ho partecipato ad una cena tutta rosa, l’anteprima di MortadellaBò, l’evento gastronomico che si terrà dal 9 al 12 ottobre 2014 a Bologna. Ho avuto un assaggio -ehrm un po’ più di un assaggio- dell’evento del mese prossimo, in uno dei luoghi mitici di Bologna, il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” (lo chiamiamo ancora tutti così, non è vero?) dove non ero mai stata.

Lo sanno anche i sassi che sono golosa di mortadella, un prodotto che sta vivendo una nuova giovinezza gastronomica grazie alla qualità nella produzione, alla valorizzazione dell’IGP e all’impegno di alcuni Chef di altissimo livello nella riscoperta di un prodotto buono e tradizionale. Ecco, ieri sera mi sono proprio tolta la voglia di mortadella!

La serata è iniziata sulla terrazza dell’Hotel, con un aperitivo… neanche ve lo sto a dire, a base di mortadella!

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Un brindisi al nuovo Chef del Ristorante Carracci del Grand Hotel Majestic: proprio ieri sera lo Chef Giuliano Tassinari si è presentato proponendo un menù con al centro il prodotto-simbolo della città di Bologna, lei, la profumata, delicata e rosa Mortadella Bologna IGP.

I piatti con mortadella della serata:

Mortadella nelle sue consistenze e chupa salato – Assaggi di mortadella, in purezza e utilizzata nella preparazione di antipastini. Il giro a tappe tra gli assaggi si chiude con mortadella impanata e fritta, insospettabilmente asciutta!

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Consommé di gallina con passatelli alla mortadella IGP – Ottimi passatelli con un forte profumo di scorza di limone, che alleggerisce la presenza della mortadella.

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Ravioli di squacquerone e mortadella su crema di porcini e foglie di cipolla dolce – Pasta spessa e rustica, piacevole associata alle creme delicate nel piatto. Qui inizio inevitabilmente a cedere e a domandarmi se riuscirò ad arrivare alla fine della cena!

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Petroniana rivisitata con sformato di carote, polvere di piselli e salsa di Pignoletto – La classica petroniana, “cotoletta” impanata e fritta con formaggio e prosciutto crudo… ma con al posto del prosciutto lei, la mortadella. La salsa di Pignoletto e lo sformato hanno aiutato ad affrontare questo piatto con serenità, ero ormai spiaggiata come un capodoglio ma non è dipeso dalla Petroniana, il piatto era goloso ed equilibrato.

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Gelato al pistacchio di Bronte e chip di mortadella – Gelato salato e chip di mortadella dolce.
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Bentornato allo Chef Tassinari a Bologna! Adesso bisogna solo aspettare un mese per MortadellaBò. Riusciremo a resistere nell’attesa?

Per chi non ce la fa, consiglio spassionatamente di assaggiare la mortadella in vendita in un banchetto del Mercato della Terra nel cortile del cinema Lumiere: troverete il banco, che vende SOLO mortadella, seguendo il profumo, non potete sbagliare.

Come partecipare a #polpette1

Il tempo passa e siamo giunti al dunque, #polpette1 si farà sabato 11 giugno 2011 in Lomellina!

Sarà un pic-nic – grigliata a tema polpette e la partecipazione è aperta a tutti.

Copio qui le modalità di partecipazione:

Come iscriversi
Alle ore 10.00 di lunedì 23 maggio abbiamo aperto il Centralone (abbiamo riesumato quello dei programmi TV di Raffaella Carrà). Si può prenotare la propria partecipazione a #polpette1 inviando un’e-mail entro domenica 5 giugno a

twitpolpette.eventi@gmail.com

Nella mail bisognerà indicare il proprio nome, il blog o l’account twitter, oltre al tipo di polpette che porterete con voi al pic-nic.

Sarà possibile avere un +1: in questo caso indicate nella mail anche il nome della persona che parteciperà con voi a #polpette1.

Dopo la mail…
Visto che la location potrà ospitare fino a circa 50 partecipanti, il metodo seguito è “chi prima arriva, polpetta”! L’adesione vi sarà confermata via e-mail, così come il raggiungimento del numero massimo di partecipanti.

I polpettari riceveranno via e-mail le indicazioni per arrivare a #polpette1!
Vi aspetto

Vi aspetto!!

Il mio resoconto di Sapore a Rimini

Grazie alla bella e generosa iniziativa dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, sabato scorso ho passato una giornata a Sapore – Tasting Experience a Rimini, la fiera dedicata al mangiar fuori (ma non solo). E’ stata un’ottima occasione per assaggiare tante cose buone (più liquide o fluide che solide, lo vedremo oltre) e conoscere di persona un’altra blogger, UnaZebrAPois, un’esperienza del tutto nuova per me!

Pasta di Gragnano in formati enormi – Pastificio Ciro Moccia

Durante il viaggio in treno mi chiedevo con quale spirito avrei dovuto affrontare la visita: professionale, amatoriale? Dopo aver conosciuto la mia partner per la giornata, ho capito che il metodo giusto era quello casual-attento, per non usare un altro termine che equivale a “a casaccio“. Le cose più belle si scoprono così e ci siamo buttate tra gli stand, pieni di cose buone, meno buone, strane, diversamente commestibili.

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