Tartelette con crema al limone

Quando il 2015 ti ha regalato per ora solo influenza, raffreddore, iper lavoro anche nei fine settimana, una buona dose di solitudine e una dolorosa igiene dentale, reagire è l’unica opzione.

E la mia orgogliosa reazione ha preso la forma di deliziose tartelette con crema al limone, una delle cose più semplici, delicate e buone che io avessi mai realizzato con queste belle manone che se ti prendono ti ribaltano.

Tarteletta, letture impegnative e caffélatte

E’ stato facilissimo: ho preparato la pasta frolla (la ricetta qui), alla quale ho aggiunto sia la veravaniglia che un’abbondante dose di scorza di limone. La veravaniglia è fondamentale, non fate scherzi con le polverine che poi si sente! Ho fatto riposare bene la pasta frolla in frigorifero.

Tarte tarte tartelette

E poi la crema al limone? Non è il lemon curd che avevo già preparato per gli odiosi macarons, ma si tratta di un’ottima crema pasticcera aromatizzata al limone.

Sono partita dalla ricetta di Giallo Zafferano, ma cara Sonia l’ho modificata un po’, non avertene a male.

Non ho usato la fecola, ma solo farina, e ho aggiunto le uova al latte caldo, non il contrario. Ho aggiunto poi l’abbondante scorza di limone alla crema che però non era più sul fuoco. Tutto qui, piccole modifiche.

Il risultato è una crema lucida (più della sua autrice sicuramente), il cui aroma di limone era davvero delizioso.

Devo rifare queste tartelette con crema al limone e condividerle perché:

  1. questa volta le ho mangiate tutte io, mettendo a repentaglio la mia già precaria salute;
  2. devo verificare che siano davvero buone come lo sono sembrate a me, assaggiatene tutti!

La sconsiderata ricetta dei muffin cioccolato e lamponi

Quando l’estate si fa attendere, come quest’anno, si può addirittura accendere il forno, incredibile gioia della primavera prolungata (vedo lati positivi nei cambiamenti climatici, sono un gradino appena sopra Donald Trump)!

Avevo voglia di cioccolato e lamponi: una volta il cioccolato non mi faceva impazzire, ma adesso mi piace e a volte ne ho addirittura voglia, maledetta vecchiaia che ci rendi viziosi.

Così ho formulato una ricetta a caso, canticchiando “o sul blog, o nella pattumiera”, o buonissimi o ciao, perché trattasi di ricetta senza ricetta, improvvisata.

Adesso questa ricetta ha una ricetta, i muffin al cioccolato e lamponi sono riusciti! Suonate le campane a festa, lasciate cadere coriandoli colorati da piccoli aerei di passaggio!

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Ingredienti per 6 muffin cioccolato e lamponi:
80 g di burro
100 g di zucchero
150 g di farina
mezza bustina di lievito per dolci
2 uova intere
60 g di cioccolato fondente
6 lamponi ENORMI

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Ho fatto sciogliere il cioccolato a bagnomaria, mentre il burro aspettava a temperatura ambiente.
Ho aggiunto lo zucchero, la farina e il lievito al burro ammorbidito, poi ho amalgamato anche le uova. Alla fine ho buttato nell’impasto anche il cioccolato fuso, che si era un po’ raffreddato. Ho messo l’impasto nei pirottini e ho messo i lamponi al centro, spingendoli a fondo (meglio capovolti). Ho cotto i muffin per 25 minuti nel forno a 180°.

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Sono molto orgogliosa del risultato, i muffin erano buonissimi, molto profumati e ricchi di cioccolato, con il piacevole contrasto acidulo del lampone!

L’improvvisazione non è mai stata il mio forte, questa sconsiderata ricetta cambia le cose.. Non mi starò avvicinando troppo alla perfezione? Eh beh.

Biscottini al cacao (poco) per la colazione

M'ama o non m'ama?

M’ama o non m’ama?

Ho passato un bel fine settimana ad esplorare luoghi interessanti nella mia cara Bologna, per lo più negozietti che mi piacerebbe raccontare in un post più avanti, magari in vista del Natale… (ci sono cascata di nuovo? Aspetterò almeno il 24 novembre, promesso).

Picco del weekend, avevo quasi trovato un tavolo per la cucina, peccato per l’etichetta “venduto” appiccicata dietro 😦 Era così bello, ma la cucina per il momento resta vuota. Anche su questo ci torneremo…

Una cosa più concreta è stata la preparazione dei biscotti per la colazione con una puntina di cacao.

Io di solito mangio il pane con la marmellata, ma la mia metà preferisce inzuppare i biscotti nel latte così ho deciso di sperimentare qualche ricetta per evitare di acquistare e mangiare i biscotti del supermercato.

Ecco la ricetta dei biscottini che ho preparato:

200 g di farina 00
100 g di burro
75 g di zucchero
25 g di cacao in polvere
2 uova

La preparazione dei biscotti è molto facile: occorre amalgamare bene il burro ammorbidito con un uovo intero e un tuorlo, poi aggiungere la farina, lo zucchero e il cacao. Otteniamo una pasta frolla marroncina lavorando velocemente il tutto, meglio con un’impastatrice o con un cucchiaio. Copriamo e lasciamo in frigorifero il panetto per almeno un’ora.

Tiriamo fuori il panetto, stendiamolo e facciamo i biscotti con le formine. I biscotti vanno cotti circa 10-12 minuti a 180° C.

Il risultato è una frolla un po’ più friabile rispetto a quella per dolci da pasticceria, i biscotti non sono particolarmente dolci e secondo me sono adatti alla colazione, magari da alternare con colazioni senza burro come il mio pane e marmellata.

Averli in casa è dura, meglio chiuderli nell’antina della colazione e dimenticarli fino alla mattina.

Crostata di crema, amaretti e nocciole

Con questo post partecipo a Master Novi 2013!

La mia crostata di pasta frolla, crema e amaretti

Una domenica in osteria e lo spazio per un dolce: situazione comune, conseguenze inaspettate. Infatti quella volta ordinai una torta con crema e amaretti, la cui definizione mi ispirava parecchio, ma il risultato lasciò un po’ a desiderare: un pan di spagna inzuppato e uno strato di crema troppo pesante, gli amaretti resi moscetti dall’attesa sul bordo… insomma, ci siamo capiti, una mappazzona dal sapore antico.

Mi è venuta perciò voglia di cimentarmi con quello che mi aspettavo quando la cameriera ha presentato la torta del ristorante. Ho preparato quello che mi ero figurata, una crostata con un filo di crema pasticcera, coperta da una granella di pasta frolla, amaretti sbriciolati e nocciole e spolverizzata con zucchero semolato.

Insomma, è stata una cosa tutta tra me e me, con risvolti positivi per la famiglia tutta.

Ingredienti per una piccola tortina con diametro di 15 cm:

per la crema pasticcera
3 tuorli d’uovo
250 ml di latte intero
mezzo baccello di vaniglia
25 g di farina 00
75 g di zucchero semolato + altro per la superficie della crostata

per tutto il resto
pasta frolla – la ricetta è qui (dividerla per 3 uova)
25 g di nocciole intere
3 amaretti
zucchero semolato

Ho preparato la crema pasticcera montando i tuorli con lo zucchero, a parte ho messo il latte sul fuoco con i semini della vaniglia. Ho versato le uova con lo zucchero nel pentolino e dopo aver amalgamato sul fuoco il tutto ho aggiunto la farina. Ho cotto la crema, lasciandola un po’ più liquida della classica crema pasticcera che tutti conosciamo.

Ho steso 2/3 della pasta frolla nella piccola teglia. In un altro contenitore ho sbriciolato la restante pasta frolla e l’ho unita agli amaretti e alle nocciole tagliati a pezzetti.

Ho versato la crema fredda sulla pastafrolla e poi l’ho coperta con la restante pasta frolla a pezzetti con amaretti e nocciole. Ho cercato di coprire bene la crema e di tappare i buchi per evitare la fuga della crema pasticcera durante la cottura.

Il risultato è una sorta di sbrisolona con cuore cremoso, un po’ più morbida e secondo me gustosa. Non è un dolce di compleanno, è più un dolcetto da mangiare con il caffè!

Zuppa imperiale: l’impero colpisce ancora

La zuppa imperiale fatta in casa

La zuppa imperiale fatta in casa

Solo l’anno scorso ho scoperto la zuppa imperiale, una preparazione gustosa da assaporare con un buon brodo di carne, alternativa a tortellini o passatelli. Ha l’aspetto di un pan di spagna tagliato a quadratini e una consistenza che gli permette di non sciogliersi nel brodo come il pane, ma solo di inzupparsi.

E poi questo nome… In effetti è molto ricca, non una cosa da mangiare tutti i giorni ma per le feste comandate sì, magari a Natale!

*** Disclaimer: non sto iniziando a parlare di Natale con tutto questo anticipo ***

La zuppa imperiale si produce e consuma soprattutto a Bologna e in altre città dell’Emilia-Romagna: risiedo in regione da un po’ e l’avevo osservata interessata attraverso le vetrine più belle e scintillanti delle gastronomie del centro, ma anche al supermercato, e solo l’anno scorso l’ho assaggiata con il brodo di carne, la sua metà della mela.

Questo fine settimana ho preparato in casa la zuppa imperiale e farla è stato facile: il risultato è del tutto simile alla zuppa imperiale in commercio e si risparmia parecchio.

Ingredienti per 4 porzioni di zuppa imperiale:

80 g di semola di grano duro + altra per la teglia
100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato + altro per il piatto
3 uova grandi (o 4 piccole)
due noci di burro
noce moscata
sale
25 g di mortadella (opzionale)

Prima di tutto bisogna sbattere i rossi d’uovo con il Parmigiano grattugiato e poi aggiungere la semola, una noce di burro ammorbidito e, se si vuole, la mortadella sminuzzata. A questo punto va aggiunta una grattatina di noce moscata e un pizzico di sale. A parte vanno montati a neve i bianchi d’uovo e aggiunti all’impasto mescolando piano e dal basso verso l’altro.

Ho usato una teglia rotonda di 28 cm di diametro, l’ho unta con la seconda noce di burro e cosparsa di semola, poi ho versato l’impasto.

Ho cotto la zuppa imperiale a 180° C nel forno già caldo per circa 20 minuti, finché è diventata dorata all’esterno. Ho fatto la prova dello stecchino per verificare che fosse cotta.

Dopo la cottura, occorre far raffreddare il nostro pan di spagna imperiale, se possibile su una gratella per farlo asciugare un po’. Quando l’impasto è a temperatura ambiente, va tagliato a cubetti di circa mezzo centimetro di lato.

Per consumare la zuppa imperiale dobbiamo scaldare il brodo e poi immergervi i cubetti e lasciarli sul fuoco per un paio di minuti.

E’ deliziosa, vi consiglio di provarla anche senza mortadella perché è già molto ricca così com’è. Si conserva in frigorifero per tre/quattro giorni in un contenitore chiuso. Se non la mangiate subito, meglio non tagliarla a cubetti così resta più fresca!

Ah, e il brodo… mi raccomando, siamo seri con il brodo 😉