Panissa ligure, the power of cecio

Da quando sono stata in Liguria qualche mese fa, ho portato con me piccoli pezzi di quella straordinaria cultura enogastronomica (e non). Ho organizzato e scritto un menù per una cena ligure e pian pianino cercherò di riprodurre quelle ricette che ho tanto apprezzato. Mi sta venendo il sospetto di essermi innamorata (no, non lo ammetterò mai), prima mi piaceva solo la montagna! Ma come resistere ad una regione che ha tutto

Siamo all’antipasto, è di scena la panissa. L’ho preparata così come l’ho mangiata in quel di Finale Ligure, ovvero “in insalata”.

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Festeggio il pesto, w il pesto

Cosa si prepara quando non si ha molto tempo per cucinare? Ognuno ha il suo piatto jolly, quello sempre pronto a salvarti in corner. A casa mia è la pasta col pesto. Ma il pesto è molto di più: è semplicità e ricchezza, tradizione, Liguria, profumo intenso, insomma a me piace tantissimo. Deve piacere anche agli organizzatori della Giornata internazionale della cucina italianaInternational day of Italian Cuisine, che si celebra oggi, perché quest’anno il tema scelto è proprio il pesto alla Genovese: evviva!

Il pesto del mio cuore viene preparato dalla nonna ogni anno, sempre con la stessa ricetta, nella terrinona di vetro da festa di fine anno da liceo americano, quella dove si attinge il ponch per capirci.

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Il menù per una cena ligure

Il richiamo della Liguria, dopo il fine settimana di qualche tempo fa, è ancora fortissimo. La cultura culinaria di questa regione è ricca e definita, con tanta storia ma attuale. Non si può dimenticare e la voglia di riprodurre i piatti assaggiati in quel lembo di terra tra il mare e il cielo non mi ha ancora abbandonata.

Diciamo che questo post può considerarsi una lista della spesa, l’elenco delle cose che ho già cucinato o che, molto presto, proverò a realizzare.

Antipasto > Panissa ligure

Dadolata sfiziosa servita con un trito fine di cipolla: si tratta di un piatto realizzato con farina di ceci e che si mangia così, in “insalata“, o dentro una tipica focaccia senza sale.
La ricetta qui!

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Una colazione come piace a me

Qualche tempo fa, in un posto lontano lontano immerso nell’entroterra ligure, ho assaggiato magnifici piatti della tradizione. Ma il ricordo più forte è forse una deliziosa colazione, perfetta sotto ogni punto di vista.

Sarà che io sono pazza per la colazione, è sempre stato così: mi piacerebbe cambiare tovaglie e tovagliette, tazze e dolci ogni giorno, vorrei fare colazione in hotel tutte le mattine (mica mi accontento del bar, giàmmai!!) e quando ero piccola la parte preferita delle vacanze, se andavamo in albergo, era in assoluto la colazione.

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Zimin, i ceci in zuppa (di nuovo)

Il weekend in Liguria di un paio di settimane fa sembra già lontanissimo e, con un po’ di nostalgia nel cuor, ho voluto rifare un piatto assaggiato là, dalle parti di Finale Ligure, che sa più di terra che di mare.

E’ lo Zimin, per dirla sinteticamente una zuppa di ceci ligure, un piatto semplice e che può essere realizzato in più o meno un’oretta (più il tempo di ammollo dei ceci).

Per sei persone le dosi della mia versione dello Zimin sono più o meno queste:

500 g di ceci secchi
200 g di spinaci freschi
3 carote
1 cipolla piccola
due cucchiai di rosmarino
6 pomodori tondi, pelati e puliti
1 spicchio d’aglio
2 dadi da brodo
olio d’oliva
peperoncino (opzionale)
6 fette di pane casereccio

Ho lasciato ammollare i ceci almeno una notte, poi li ho scolati e li ho cotti in una pentola a pressione per 12 minuti. A questo punto non buttate via l’acqua!

Ho tritato con il tritatutto le carote e la cipolla; nel tritatutto poco prima avevamo frullato del lardo di Arnad e ne ho volutamente lasciato un cucchiaino sul fondo (no, non per pigrizia! Comunque lo Zimin è buono anche completamente vegetariano). Ho soffritto questo battuto in una padella con due cucchiai di olio d’oliva extravergine e uno spicchio d’aglio, aggiungendo il rosmarino poco dopo.

Dopo 5 minuti ho aggiunto i pomodori, ai quali avevo tolto la pelle buttandoli in acqua bollente e che avevo tagliato a pezzettoni eliminando l’interno e l’acqua in eccesso e ho continuato a cuocere per altri 7-8 minuti. Poi ho aggiunto anche gli spinaci, ho coperto la padella e ho cotto il tutto per altri 10 minuti, mescolando ogni tanto.

A questo punto ho ri-acceso il fuoco sotto la pentola con la quale avevo lessato i ceci e ci ho buttato dentro un dado. L’altro dado è finito nella padella con le verdure. Dopo un paio di minuti ho versato il soffritto con le verdure nella pentola con i ceci. E’ in questo momento che, chi vuole, può aggiungere un peperoncino secco.

Ho messo le fette di pane nel forno, sotto il grill, mentre la zuppa cominciava a sobbollire. In tutto l’ho lasciata sul fuoco per altri 15 minuti circa e poi l’ho servita mettendo sul fondo del piatto una fetta di pane.

Con un bicchiere di buon vino rosso, questo Zimin è qualcosa di davvero soddisfacente. E, confermando un mio credo profondo, riscaldato il giorno dopo è anche meglio!

> Tutte le immagini, su Flickr