Massimo Troisi, la Coppa Volpi e la Sorbetteria di Ranieri

La geniale intervista a Massimo Troisi sulla Coppa Volpi del Festival del Cinema di Venezia… nella quale si è parlato di quello che è più importante, il premio assegnato dalla Sorbetteria di Ranieri.

Che chicca, sono così contenta di averla trovata!

La nota triste di questo Festival è Toshiro Mifune e la Sorbetteria

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Baccalà mantecato alla veneziana, Venezia è un pesce

Questo post è un’ipotesi, data la mancanza di uno strumento adeguato a produrre la ricetta. Diciamo che…è fatto apposta per provare a farlo davvero!
– alla fine, mi spiego meglio –

Il libro è piccolo, solo 96 pagine, con una bella copertina azzurra e un titolo che potrebbe essere enunciato da un bambino. Venezia è un pesce, per me è una palla che rotola tra i campi vuoti. No, non solo: Venezia è soprattutto una città adulta e forte, dal sapore deciso. La gita durante le feste me la fa sentire un po’ più mia, mi è stata presentata ufficialmente.

Inizio a leggere il piccolo Venezia è un pesce di Tiziano Scarpa mentre il baccalà alla moda veneziana arriva a bollore.

1 chilo di baccalà: l’ho comprato, pulito, tagliato, ammollato due giorni in acqua e poi l’ho fatto rosolare nel pentolone con olio extravergine di oliva, 50 g di burro, il prezzemolo e due spicchi d’aglio. Dopo avere aggiunto sale e pepe e averlo cosparso di latte, dopo averci tagliato dentro una cipolla finefine, l’ho lasciato lì sul fuoco, fino a bollore.

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Andar per cicheti e ombre a Venezia…

Questo Natale mi ha portato un regalo che aspettavo da un po’, una gita a Venezia! L’idea di una giornata in una città così incredibile provoca sentimenti ambivalenti: da una parte si vorrebbe andare sempre e subito, dall’altra il pensiero delle orde di turisti ti fa venire voglia di scappare e rinunciare. Ma se si cercano itinerari defilati e giorni strategici, la gita può riservare non poche soddisfazioni: l’assenza di persone, prima di tutto.

E’ stata la mia seconda volta a Venezia: la prima mi ha vista 13enne con i pantaloni troppo corti per entrare nella Basilica di San Marco e affamata, ma così tanto che mi sarei accontentata di una pizza veneziana scongelata o di un piatto di fettuccine Alfredo, qualsiasi cosa esse contengano.

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Il quaderno degli Orti Veneziani

Superando ogni ritrosia, qualche tempo fa ho acquistato “Il quaderno degli Orti Veneziani. Itinerari verdi di una Venezia nascosta” di Elisabetta Tiveron, Kellerman Editore.

Ero un po’ dubbiosa e sono passata dalla libreria un paio di volte prima di decidermi e comprarlo.

Una ritrosia data principalmente dall’edizione di questo che, letteralmente, quaderno è:

pagine giallognole a righe, copertina in cartoncino semirigido ma soprattutto caratteri di stampa in corsivo, in una simil-scrittura di donnina di una volta o bambino che non ha ancora aggiunto vezzi caratteriali alla propria grafia.

Temevo di fare fatica a leggere e di stancarmi subito, proprio a causa di questo corsivo.

Ero a Venezia, anche se nell’entroterra, quando ho iniziato a leggerlo. E da lì è iniziato il viaggio.

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