Andar per cicheti e ombre a Venezia…

Questo Natale mi ha portato un regalo che aspettavo da un po’, una gita a Venezia! L’idea di una giornata in una città così incredibile provoca sentimenti ambivalenti: da una parte si vorrebbe andare sempre e subito, dall’altra il pensiero delle orde di turisti ti fa venire voglia di scappare e rinunciare. Ma se si cercano itinerari defilati e giorni strategici, la gita può riservare non poche soddisfazioni: l’assenza di persone, prima di tutto.

E’ stata la mia seconda volta a Venezia: la prima mi ha vista 13enne con i pantaloni troppo corti per entrare nella Basilica di San Marco e affamata, ma così tanto che mi sarei accontentata di una pizza veneziana scongelata o di un piatto di fettuccine Alfredo, qualsiasi cosa esse contengano.

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Pausa all’Hostaria Romanesca in Campo de’ Fiori

Nel corso del weekend quasi primaverile a Roma, ci siamo imbattuti in questa osteria.

Volevamo andare da un’altra parte, un locale kosher che pero’ non ci ha convinti molto. Cosi’, per non allontanarci troppo dopo due giorni di cammino sfrenato, troviamo ristoro nei graziosi tavolini esterni di questo ristorantino in Campo de’ Fiori, l’Hostaria Romanesca.

Il fine settimana nella capitale ci ha sfiancati, enogastronomicamente parlando. E poi si dice che al nord si mangia pesante.. Avevamo bisogno di ristoro e leggerezza. Ma poi, si sa come va a finire.

Si inizia con una casta insalatina.

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