Massimo Troisi, la Coppa Volpi e la Sorbetteria di Ranieri

La geniale intervista a Massimo Troisi sulla Coppa Volpi del Festival del Cinema di Venezia… nella quale si è parlato di quello che è più importante, il premio assegnato dalla Sorbetteria di Ranieri.

Che chicca, sono così contenta di averla trovata!

La nota triste di questo Festival è Toshiro Mifune e la Sorbetteria

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TV dinner, cena teledipendente

Sarà che mi sono rivista in un paio di mesi l’intera epopea (7 serie) di Una mamma per amicaGilmore Girls e ormai confondo la mia città con Stars Hollow e sono certa che la voce della mia vicina di casa assomigli terribilmente a quella di Babette, ma ho sviluppato una strana visione della cultura americana dei telefilm e ho imparato varie cose: che si sale sul letto con le scarpe, che 736524265 sillabe al minuto possono essere poche per spiegare un concetto e che mangiare davanti alla tv è una cosa terribilmente seria.

Gilmore Girls TV dinner

Le protagoniste del telefilm si nutrono solo di junk food, cibo spazzatura dei fast-food e dei locali della cittadina nella quale vivono oppure cibi pronti. Spesso e volentieri consumano le loro cene davanti alla TV, guardando vecchi film.

Ho scoperto che i classici cibi pronti della TV americana si chiamano per l’appunto TV dinner: sono quei vassoietti con i vari scomparti per le diverse pietanze, che si scaldano nel microonde e si mangiano guardando i programmi.

TV dinner WikimediaI TV dinner sono nati negli anni ’50 e in circolazione ce ne sono di tutti i tipi, da quelli per bambini ai piattoni da veri uomini: alcuni sono davvero angoscianti.

La loro caratteristica principale è l’accostamento di pietanze giudicate inabbinabili da persone in grado di intendere e di volere.

Li contraddistingue anche l’aspetto poco attraente e un apporto calorico che non vi lascerebbe una grande aspettativa di vita (mamma e figlia Gilmore sarebbero morte più o meno a metà della seconda serie, nel mondo reale).

Ecco perché, per combattere il TV dinner confezionato e triste, ho deciso di produrre un TV dinner home-made.

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La scuola – Cucina di classe, reality per foodies

Un po’ talent show, un po’ reality, con qualche richiamo ad Amici di Maria De Filippi e con tre giudici, come in X-Factor, arriva sugli schermi di SkyLa scuola – Cucina di classe“.

La scuola - Cucina di classe

Il format, che andrà in onda su Gambero Rosso Channel (Sky 410) il giovedì alle ore 21.00, consiste nella sfida tra 16 appassionati di cucina (non chef, quindi) per conquistare la conduzione di un programma culinario sullo stesso canale.

Il cast sembra interessante: tra i concorrenti, un architetto, una biologa marina in dolce attesa, un avvocato, studenti universitari, casalinghe, impiegati di banca, un’australiana, un’americana e una scrittrice.

Gran maestro della cucina, lo chef Igles Corelli, mentre in giuria vedremo Nicola Santini, giornalista esperto di bon ton, Francesca Riganati, direttrice della Scuola di cucina della Città del Gusto (dove il reality è ambientato) e uno chef diverso in ogni puntata.

Speriamo che il programma sia davvero una lotta a colpi di ricette, e non la banale ricerca del “personaggio” più televisivo.

Sapori e dissapori VS Ricette d’amore

Un minuto buono di deja-vu: il film in prima tv su canale 5 di ieri, il drammaticomico Sapori e dissapori (il titolo originale è No reservations) mi ricorda terribilmente un’altra pellicola. Sono confusa, forse a causa dell’uso ridondante della parola quaglia all’inizio del film.

No reservations - Sapori e dissapori

Poi capisco che si tratta del remake di un film che ho visto due o tre volte in domeniche noiose (neanche un prete per chiacchierar..): Ricette d’amore, Bella Martha (titolo originale) o Mostly Martha per il lancio anglosassone, con Sergio Castellitto nella parte dell’italiano originalotto e perennemente allegro. Nonostante il ruolo, nel film Castellitto risultava credibile come sempre, e la pellicola originale convinceva decisamente più del remake hollywoodiano, soprattutto per quel che riguarda i contenuti culinari.

Alcuni esempi:

  • Catherine Zeta Jones si impegna nella preparazione di quaglie in salse improbabili, anche “ai tartufi” (quanti?)
  • la padrona del ristorante nel quale la protagonista lavora si sofferma a fissare un calice di vino rosso definendolo “bellissimo” (?!?!) e..NON LO BEVE
  • ad un certo punto appare il personaggio del contrabbandiere di tartufi di Parma

Invece l’originale rendeva il personaggio di Castellitto il mezzo attraverso il quale far conoscere al pubblico internazionale (primo fra tutti quello tedesco, dove il film è stato concepito) i nostri prodotti-simbolo (olio, basilico, parmigiano reggiano, pomodori, pasta rigorosamente al dente) con quella passione che all’estero spesso si perde in rievocazioni decisamente macchiettistiche del panorama culinario italiano.

In entrambi i film, come in milioni di altri, chips chips dududududu.