Panissa ligure, the power of cecio

Da quando sono stata in Liguria qualche mese fa, ho portato con me piccoli pezzi di quella straordinaria cultura enogastronomica (e non). Ho organizzato e scritto un menù per una cena ligure e pian pianino cercherò di riprodurre quelle ricette che ho tanto apprezzato. Mi sta venendo il sospetto di essermi innamorata (no, non lo ammetterò mai), prima mi piaceva solo la montagna! Ma come resistere ad una regione che ha tutto

Siamo all’antipasto, è di scena la panissa. L’ho preparata così come l’ho mangiata in quel di Finale Ligure, ovvero “in insalata”.

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Queoaka a Bologna, pausa pranzo fashion

L’altro giorno mi sono concessa una pausa pranzo un po’ design, un po’ radical chic: mi sono fermata nel nuovo punto vendita di queoaka (imparerò mai a scriverlo senza sbirciare sul sito?) in via S. Felice a Bologna perché avevo voglia di mangiare qualcosa di caldo e sano.

Sono entrata, temendo che questo food pret a porter fosse fashion anche nel prezzo, ma sentivo “la chiamata” e non ho saputo resistere. Mi sono messa a passare in rassegna i deliziosi pacchetti con il cibo da asporto. La gentile ragazza del negozio mi ha aiutata a scegliere e ho preso una zuppa fresca Cecilia, crema di ceci con pesto leggero e pomodorini canditi.

Passando in rassegna i prezzi, mi sono tirata indietro sull’acquisto di un panino – tramezzino di accompagnamento, a malincuore. Per la zuppa ho speso 4.80 € e ho molto apprezzato che il cucchiaio di plastica fosse a pagamento (+o.20 €), usa-e-getta addio!

Ma girato l’angolo, mi sono fermata in un baretto e ho preso anche un tramezzino… sono stata infedele!

Arrivata in ufficio ho scaldato la mia zuppa e devo dire che era gustosa e soddisfacente: non sono neanche riuscita a finire il tramezzino!

Ora ho visitato il sito di questa piccola catena e l’ho trovato carino e sincero: l’immagine scelta per i punti vendita e la grafica del sito sono delicati e restano assolutamente in mente, perché sanno distinguersi da tutti gli altri in circolazione. I prezzi sono bene in evidenza: non sono popolari, ma ogni tanto si può fare…soprattutto se in gioco c’è una buona zuppa che può scaldare una giornata fredda: non la trovi ovunque.

Zimin, i ceci in zuppa (di nuovo)

Il weekend in Liguria di un paio di settimane fa sembra già lontanissimo e, con un po’ di nostalgia nel cuor, ho voluto rifare un piatto assaggiato là, dalle parti di Finale Ligure, che sa più di terra che di mare.

E’ lo Zimin, per dirla sinteticamente una zuppa di ceci ligure, un piatto semplice e che può essere realizzato in più o meno un’oretta (più il tempo di ammollo dei ceci).

Per sei persone le dosi della mia versione dello Zimin sono più o meno queste:

500 g di ceci secchi
200 g di spinaci freschi
3 carote
1 cipolla piccola
due cucchiai di rosmarino
6 pomodori tondi, pelati e puliti
1 spicchio d’aglio
2 dadi da brodo
olio d’oliva
peperoncino (opzionale)
6 fette di pane casereccio

Ho lasciato ammollare i ceci almeno una notte, poi li ho scolati e li ho cotti in una pentola a pressione per 12 minuti. A questo punto non buttate via l’acqua!

Ho tritato con il tritatutto le carote e la cipolla; nel tritatutto poco prima avevamo frullato del lardo di Arnad e ne ho volutamente lasciato un cucchiaino sul fondo (no, non per pigrizia! Comunque lo Zimin è buono anche completamente vegetariano). Ho soffritto questo battuto in una padella con due cucchiai di olio d’oliva extravergine e uno spicchio d’aglio, aggiungendo il rosmarino poco dopo.

Dopo 5 minuti ho aggiunto i pomodori, ai quali avevo tolto la pelle buttandoli in acqua bollente e che avevo tagliato a pezzettoni eliminando l’interno e l’acqua in eccesso e ho continuato a cuocere per altri 7-8 minuti. Poi ho aggiunto anche gli spinaci, ho coperto la padella e ho cotto il tutto per altri 10 minuti, mescolando ogni tanto.

A questo punto ho ri-acceso il fuoco sotto la pentola con la quale avevo lessato i ceci e ci ho buttato dentro un dado. L’altro dado è finito nella padella con le verdure. Dopo un paio di minuti ho versato il soffritto con le verdure nella pentola con i ceci. E’ in questo momento che, chi vuole, può aggiungere un peperoncino secco.

Ho messo le fette di pane nel forno, sotto il grill, mentre la zuppa cominciava a sobbollire. In tutto l’ho lasciata sul fuoco per altri 15 minuti circa e poi l’ho servita mettendo sul fondo del piatto una fetta di pane.

Con un bicchiere di buon vino rosso, questo Zimin è qualcosa di davvero soddisfacente. E, confermando un mio credo profondo, riscaldato il giorno dopo è anche meglio!

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