Polpettine di zucca e feta

Soffro nel riportare alla mente il ricordo di queste polpettine con zucca e feta, uno degli ultimi pasti completamente liberi che ho fatto (facciamola un po’ tragica, perché no). Sì, mi sono messa un po’ a dieta dopo le feste, salutando la decisione con un giro in pasticceria e questo gustoso pranzo della domenica. Avrei potuto fare molto di peggio! Perché non l’ho fatto?!

Detto così, sembra che io sia a dieta da un mese…un paio di settimane… No, sono passate 24 ore. E’ tutto nella mia testa, è solo nella mia testa.

Vabè, eccoci qui, alla ricetta di queste fantastiche polpettine, riprodotte dopo tanti assaggi al ristorante greco.

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Pranzo al Festival della Letteratura di Mantova

Ieri sono stata al Festival della Letteratura di Mantova, in compagnia dell’amica Betta. Giornata molto bella e calda, ma davvero una marea di persone… Dopo giretti vari, eventi, reading, bancarelle, la ricerca di una mitica yogurteria sparita dal centro storico e il dribbling dei distributori di volantini, è arrivato il languorino.

Dove mangiare? Dove, dove?

Ci siamo allontanate dalle vie principali e abbiamo trovato questo piccolo angolo di tranquillità dietro la Basilica di Sant’Andrea, vicino alla sede dell’accoglienza per scrittori e speaker del Festival, in un allegro via-vai di radical-chic e dei tantissimi volontari.

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Il quaderno degli Orti Veneziani

Superando ogni ritrosia, qualche tempo fa ho acquistato “Il quaderno degli Orti Veneziani. Itinerari verdi di una Venezia nascosta” di Elisabetta Tiveron, Kellerman Editore.

Ero un po’ dubbiosa e sono passata dalla libreria un paio di volte prima di decidermi e comprarlo.

Una ritrosia data principalmente dall’edizione di questo che, letteralmente, quaderno è:

pagine giallognole a righe, copertina in cartoncino semirigido ma soprattutto caratteri di stampa in corsivo, in una simil-scrittura di donnina di una volta o bambino che non ha ancora aggiunto vezzi caratteriali alla propria grafia.

Temevo di fare fatica a leggere e di stancarmi subito, proprio a causa di questo corsivo.

Ero a Venezia, anche se nell’entroterra, quando ho iniziato a leggerlo. E da lì è iniziato il viaggio.

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Le Malelingue, quelle buone

Esco subito allo scoperto: Le Malelingue è per me un ottimo, ottimo ristorante.

Ho per Le Malelingue un debole paragonabile a quello per l’Osteria dell’Alba, della quale prima o poi scrivero’. I due ristoranti distano circa 20 kilometri l’uno dall’altro, ma sono molto diversi.

Le Malelingue si trova a Casalmaggiore (CR), sulle rive del Po, in quella bassa padana che è uno dei gioielli della cultura enogastronomica italiana.

E’ un locale accogliente e dal gusto ricercato. Purtroppo la collocazione, in un palazzo di recente costruzione, non ne esprime le caratteristiche al solo sguardo, ma si sa che chi si ferma alle apparenze..e’ perduto!

Malelingue menu

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